Perché abbiamo investito in Doctorsa: il marketplace che sta ridisegnando l’urgent care a distanza.
Svegliarsi a notte fonda rendendosi conto di avere una forte infiammazione alla gamba per un pizzico di un animale sconosciuto non è certamente divertente. Se però stai dormendo in una casa particular condivisa con altri ospiti, in un quartiere di periferia di L’Avana a Cuba, ed il giorno prima hai fatto un’escursione sul fiume Almendras, le cose possono farsi drammatiche.
Ti accanisci con tutti i LLM a cui sei abbonato, cerchi conforto psicologico per non avere un attacco di panico e magari anche un suggerimento medico per capire quanto sia grave il problema, quale farmaco prendere e se sia necessario andare in una struttura dedicata, sempre che esista.
E se invece di impazzire tra i documenti di viaggio per capire se l’assicurazione che hai dovuto sottoscrivere obbligatoriamente può aiutarti, rimanendo un’ora a sperare che al numero verde risponda una persona e non un AI agent trainato male, potessi avere un medico locale, con cui riesci a comunicare, disponibile 24/7, che risponde in cinque minuti dandoti consigli su come affrontare l’urgenza?
Per colmare questo smisurato gap di mercato, Nadia e Francesco hanno deciso di fondare Doctorsa, marketplace B2C di urgent-care che mette in contatto viaggiatori e medici. Inizialmente destinata a turisti stranieri che avevano bisogno di assistenza medica in Italia, il servizio ha rapidamente raggiunto oltre 40 paesi in tutto il mondo e continua ad allargarsi a macchia d’olio.
Il motivo è semplice: quasi tre viaggiatori su dieci convivono con problemi di salute e sono “felicemente” disposti a pagare €40 per una visita d’urgenza immediata, anche se a distanza. Allo stesso tempo, dottori smart fanno la fila per accaparrarsi le visite, che hanno un margine elevatissimo perché sono brevi, non richiedono spostamenti e sono solitamente di facile risoluzione. Conti alla mano, non sorprende che i medici top-performer siano diventati quasi ossessionati nell’essere scelti, con oltre mille recensioni da cinque stelle ed una rendita paragonabile a quella del lavoro primario.
I viaggiatori singoli sono solo la punta dell’iceberg, perché se da una parte è vero che molti utenti preferiscono organizzare i propri viaggi in autonomia, dall’altra ci sono tour operator, agenzie di viaggio e colossi assicurativi che sgomitano per lottare contro la riduzione dei margini e la fatica nella conversione dei lead. Per questi operatori, la chiave per essere scelti è battere l’aridità digitale, offrendo un mix vincente di qualità ed ampiezza di servizi. E Doctorsa ha l’identikit giusto per approdare nel segmento B2B perché è un servizio ad alto valore aggiunto per il cliente, complementare alla copertura assicurativa e a costo zero per il soggetto distributore, di fatto win-win-win.
Le modalità di accesso ai servizi sanitari stanno cambiando radicalmente e con loro il ruolo del medico, non più a servizio di ricette e lettore compulsivo di lastre e cartelle cliniche, ma un orchestratore di dati ed informazioni ad alto valore aggiunto con accesso omnichannel al paziente.
Nel Future of Health che ci immaginiamo, l’alleanza medico-paziente non sarà sostituita dal binomio uomo-macchina, piuttosto diventerà accessibile a tutti, senza limiti geografici, immediata e specializzata.
Doctorsa ha deciso di farne parte mantenendo il rapporto umano al centro, permettendo ad uno sfortunato turista a Cuba di continuare la sua vacanza ed evitarsi ore di attesa al pronto soccorso di L’Avana.
