Founder Talks: Intervista a Francesco Marino, CEO & Co-founder di Cosmico

13 Maggio 2024, Milano – Fondata nel 2020 da Francesco Marino, Matteo Roversi e Simone Tornabene, Cosmico connette il talento individuale con le organizzazioni e le esperienze che possono valorizzarlo e accrescerlo. Tramite la filosofia del Talent-as-a-Service, aziende, startup, grandi realtà di consulenza e agenzie si affidano a Cosmico per collaborare con i migliori talenti del digital in ambito coding, design, marketing, cybersecurity, data & AI. La community di talenti di Cosmico cresce e impara attraverso queste opportunità di lavoro e attraverso la possibilità di accedere ad esperienze di co-working e co-living in giro per il mondo, Cosmico organizza infatti in Italia e all’estero momenti di incontro e formazione per la community.

Raccontati in un quote:

“The best way to predict the future is to create it.”

Come hai conosciuto i tuoi co-founder e da quale intuizione è nata Cosmico?

Tutti e tre ci siamo da sempre occupati di digital, con Simone ci siamo incrociati anni prima in H-FARM per poi ritrovarci insieme anche con Matteo a Milano. Come tante realtà anche Cosmico è nata parlando di ‘’problemi’’ di mercato da risolvere intorno ad un tavolo.

Durante la pandemia, il remote working è diventato la norma per molti lavoratori, portando a significative trasformazioni nel panorama lavorativo. Quali sono i requisiti che i professionisti del mondo digital ricercano all’interno del proprio ambiente lavorativo?

Quello che cercano tutti i lavoratori è un equilibrio tra stabilità e autonomia. La stabilità è connessa alla sicurezza economica dell’impiego e alla certezza di ricevere il proprio stipendio a prescindere dalla performance dell’azienda (nel breve periodo). L’autonomia invece riguarda la possibilità di definire modalità, luogo e orari per raggiungere un obiettivo definito dal datore di lavoro. All’interno di questo spettro osserviamo differenze di preferenza fra soggetto e soggetto ma soprattutto fra generazioni. Il remote working offre nuove possibilità per ridefinire questo equilibrio fra stabilità e autonomia.

Nel contesto di un mercato del lavoro sempre più complesso e competitivo, quali sono le principali sfide che le aziende affrontano nel reclutamento delle competenze e come possono attrarre i talenti?

Si tratta di un problema complesso. Sintetizzando: le aziende devono prendere coscienza che le assunzioni non sono più l’unico strumento per acquisire talento. Questo principalmente a causa delle caratteristiche del mercato delle professioni digitali. E sempre a causa di queste caratteristiche, non possono più puntare solo sull’incentivo economico. Questo resta importante ma il talento ha possibilità di scelta e dunque oltre ad un compenso alto cerca anche condizioni altrettanto importanti che hanno a che fare più con l’autonomia che con la stabilità. Queste due cose si traducono in una sfida principalmente culturale per le aziende, partendo dall’inversione dell’asimmetria: nel mercato digitale è il talento a scegliere l’azienda e non viceversa.

Il modello del Talent-as-a-Service rappresenta un nuovo approccio nel mondo del lavoro indipendente. In cosa consiste e dove risiede l’innovazione rispetto ai tradizionali modelli di acquisizione del talento?

Rispetto all’assunzione di un dipendente, il TAAS permette all’azienda di:

  • Acquisire competenze senza preoccuparsi della loro obsolescenza o necessità nel lungo termine: il rapporto di lavoro è temporaneo e definito;
  • Rendere variabili dei costi tipicamente fissi, il collaboratore è un costo solo nel momento in cui esiste un progetto;
  • Avere accesso anche a competenze di nicchia o altissimo livello che userà per frazioni di tempo e che invece non avrebbe il budget necessario per assumere a quel livello;
  • Portare in azienda contaminazione e prospettive nuove, connettendo la forza lavoro interna (specializzata su un mercato/prodotto) a professionisti esterni.

Oggi avete raggiunto una community di oltre 16.000 talenti, che rappresenta uno dei principali asset della società. Qual è la strategia che avete adottato per costruire una così ampia rete?

Puntiamo molto sulla community e sul brand. Un investimento che nell’immediato non ha ritorni visibili (e per questo viene bistrattato) ma che nel medio-lungo termine fa la differenza. Costruiamo esperienze online e offline per i membri della community e cerchiamo di capire quali sono i loro problemi professionali e come possiamo aiutarli a migliorarsi come professionisti ma anche come persone, attraverso la sperimentazione e la scoperta. Riassumiamo questo nostro approccio con la frase “Find your space”. Cosmico ha l’ambizione di aiutare tutti a scoprire qual è il proprio spazio nel mondo. E poi anche cambiarlo, evolvendosi.

Cosmico nasce nel 2020 e in soli quattro anni ha raggiunto dei risultati straordinari. Di cosa sei più orgoglioso e c’è qualcosa che non rifaresti?

C’è ancora tanto da fare, ma ci stiamo divertendo. Ciò che mi rende più orgoglioso sono sicuramente i sorrisi delle persone che ci frequentano e l’impatto che abbiamo sulle organizzazioni e sui Talenti. Mettiamo le persone al centro e riuscire a farle stare bene per noi è davvero importante.

Come in tutte le startup ci sono tanti progetti e test interni che non spiccano il volo. Quindi se potessi
scegliere non avrei messo effort, tempo ed energie in alcuni di questi, ma fa parte del gioco.

Imprenditori si nasce o si diventa?

Direi tutte e due. Non vengo da una famiglia di imprenditori e fin da piccolo ho sempre avuto voglia di costruire qualcosa da zero. Modellare qualcosa che era solo un’idea e darle vita. Allo stesso tempo lo si diventa perché è un percorso lungo, in salita e pieno di curve e ad ogni tornante si impara moltissimo.

Da poco avete chiuso un nuovo round Series A, quali sono i prossimi obiettivi e come vi supporterà la recente iniezione di capitale?

Il focus attuale è sulla crescita per acquisizione (M&A) e sull’internazionalizzazione. Queste sono le due leve che strategicamente stiamo perseguendo per scalare il business. Grazie ai capitali raccolti e anche alle relazioni di cui Cosmico si arricchisce in questo nuovo round di investimento, puntiamo alla prossima milestone di sviluppo che è riuscire a creare un gruppo da 10 milioni di fatturato, entro il 2024.